Agricoltura 4.0: nuovo credito d’imposta al 40% per investimenti nel 2026
- Muma Servizi

- 23 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova e importante misura di sostegno per il settore primario: il nuovo credito d’imposta noto anche come Agricoltura 4.0, dedicato agli investimenti in beni strumentali nei settori agricoltura, pesca e acquacoltura.
La misura si inserisce in un quadro di riforma degli incentivi agli investimenti, che vede il superamento dei precedenti strumenti Transizione 4.0 e Transizione 5.0 a favore del meccanismo dell’iperammortamento. Tuttavia, proprio questo passaggio avrebbe rischiato di penalizzare fortemente il settore agricolo, dove il reddito è spesso determinato su base catastale o forfettaria, rendendo di fatto inutilizzabili gli incentivi basati sull’ammortamento.
Per evitare questa esclusione, il legislatore ha previsto un’agevolazione ad hoc, sotto forma di credito d’imposta diretto, pienamente fruibile anche dalle imprese agricole.
A chi si rivolge il credito d’imposta Agricoltura 4.0
Il credito d’imposta Agricoltura 4.0 è riconosciuto alle imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell’acquacoltura ed è valido per investimenti effettuati nel 2026 su tutto il territorio nazionale.
La misura si inserisce nel più ampio quadro degli incentivi previsti dalla manovra, che comprende inoltre:
➡️la proroga al 2026 del credito d’imposta ZES Agricoltura;
➡️l’incremento delle percentuali di fruizione del tax credit ZES Agricoltura per gli investimenti effettuati nel 2025, in particolare nella ZES Unica Mezzogiorno.
💰Entità dell’agevolazione e investimenti ammessi
La manovra stanzia risorse limitate, prevedendo un credito d’imposta pari al 40% degli investimenti, fino a un massimale di 1 milione di euro per impresa.
Sono agevolabili:
beni materiali strumentali nuovi
beni immateriali strumentali nuovi
purché inclusi negli allegati III-bis e III-ter alla Legge di Bilancio 2026, gli stessi previsti per l’iperammortamento.
📅Gli investimenti devono essere effettuati:
dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026,
oppure entro il 30 giugno 2027, a condizione che entro il 31 dicembre 2026:
l’ordine sia stato accettato dal venditore;
siano stati versati acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Il credito d’imposta è:
utilizzabile esclusivamente in compensazione
cumulabile con altre agevolazioni, nel rispetto del limite del costo sostenuto.
Aspetti operativi e documentazione
Le modalità attuative saranno definite da un apposito decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
È già previsto, però, l’obbligo per le imprese beneficiarie di conservare tutta la documentazione necessaria a dimostrare:
l’effettivo sostenimento delle spese;
la corretta determinazione dei costi agevolabili.
Per le imprese non obbligate alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per la certificazione della documentazione contabile danno diritto a un incremento del credito d’imposta fino a 5.000 euro.
💡Un vantaggio spesso sottovalutato: compensazione INPS e INAIL
Un aspetto di grande interesse operativo è che il credito d’imposta Agricoltura 4.0 può essere recuperato anche in compensazione dei contributi INPS e INAIL dei dipendenti.
Questo rende la misura particolarmente efficace in termini di liquidità, consentendo alle imprese di ridurre immediatamente il carico contributivo e migliorare il cash flow aziendale.
⚠️Attenzione: risorse limitate
Lo stanziamento previsto è limitato e soggetto a esaurimento. Una corretta pianificazione degli investimenti, la verifica dei beni agevolabili e la predisposizione puntuale della documentazione sono fondamentali per non perdere l’opportunità.
Muma Servizi supporta le imprese agricole in tutte le fasi:
analisi di ammissibilità degli investimenti;
verifica dei beni 4.0 e della documentazione tecnica;
gestione della pratica di credito d’imposta;
supporto alla compensazione INPS e INAIL.
👉 Contattaci subito: le risorse sono limitate e una corretta impostazione iniziale fa la differenza.

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